Archivio per la categoria ‘Attività’

Costituente Valsamoggia: ci vediamo?

aprile 29, 2013

Valsamoggia

Credo che la notizia abbia circolato un po’ e vorrei fare un primo incontro per raccogliere le idee. Se riesco invito anche qualche “esperto” che ci dia una mano.

Intanto proviamo a vedere quale data va meglio a tutti. Vi prego di andare a esprimere la vostra preferenza:

A presto.

“Regalami un Albero”: via ai certificati

febbraio 26, 2013

CertificatoAlberi

Ok gente, pare che ce l’abbiamo fatta, da domani si può cominciare con le donazioni per il progetto “Reaglami un Albero”, quindi date un’occhiata qui e ditemi se c’è qualcosa da cambiare o che non si capisce. Grazie.

Domani si acchiappano spifferi

gennaio 28, 2013

TermoAS

Mentre a Davos Nicolas Stern* riflette sui rischi del cambiamento climatico con le rassicuranti parole “È potenzialmente così pericoloso che dobbiamo agire con forza. Vogliamo giocare alla roulette russa con due proiettili nella pistola o con uno?”, noi proviamo a dare un piccolo seguito a questa urgenza.

Se vi interessa lasciare ai nostri figli un pianeta che possa ancora ospitarli. Se vi servono idee per tagliare bolletta, consumi e conseguente inquinamento.  Se volete capire dove vanno a finire i soldi che spendete per il riscaldamento delle vostre abitazioni…

Domani sera 29 gennaio 2013 alle 20:30 ci si vede a S. Teodoro, sala Consorzio Vini (Monteveglio, via Abbazia 28), per ragionare sui risultati del nostro primo raid AcchiappaSpifferi.

Un’occasione per indagare su come funzionano le nostre case quando si tratta di trattenere (in inverno) o respingere (in estate) il calore e vedere se è possibile migliorare le prestazioni e ridurre gli sprechi. Ci sono gesti che si fanno in un attimo e possono tagliare subito del 10% la vostra bolletta, ma soprattutto le emissioni nocive conseguenti.

Ci sono cose che potete fare da soli, cose che potremmo fare tutti assieme, insomma… parliamone!
Ci vediamo domani?

* Qui l’articolo del Guardian (in inglese)

AcchiappaSpifferi in azione

gennaio 19, 2013

AcchiappaSpirrei_1

Come da programma i nostri eroi si sono spinti per le vie della città, incuranti del freddo e degli sguardi perplessi dei passanti, a caccia di spifferi e di fughe di calore. L’obiettivo era documentare una serie di casi “tipo” che possano poi servire in occasioni successive a illustrare come l’energia esce dai nostri edifici e si disperde nell’ambiente.

Per prima cosa abbiamo esplorato l’edificio del comune, che ovviamente, essendo piuttosto vecchio, presenta una bella varietà di situazioni molto svantaggiose e molto visibili.

La maggior parte degli edifici più “anziani” che abbiamo osservato sono costruiti senza accortezze di isolamento e con materiali che formano ottimi ponti termici (ovvero strutture che sono in grado di trasmettere il calore tra l’interno e l’esterno dell’edificio e viceversa). Il calore quindi se ne esce copiosamente e vistosamente (mentre in estate il caldo farà il percorso inverso penetrando all’interno), la termocamera lo evidenzia con precisione, ma anche toccando le pareti con le mani si possono percepire, a volte, i punti caldi.

AS_varie

Gli spifferi dei nuovi edifici

Il fatto che gli edifici vecchi siano in queste condizioni non è certo una sorpresa, più preoccupante è invece l’osservazione di edifici molto recenti, dai quali ci si aspetterebbe prestazioni migliori dell’involucro, e nei quali invece è facile osservare “spifferi” anche di entità rilevanti.

È importante far presente che per la normativa regionale attuale anche questi edifici poco coibentati potrebbero appartenere a una classe energetica lusinghiera. Infatti, nella nostra regione per assegnare la classe si tiene conto del rapporto tra energia necessaria all’edificio ed energia rinnovabile che l’edificio produce. Questo vuol dire che un palazzo con un involucro che perde energia, può comunque essere in una classe alta se compensa la perdita con la produzione di energia rinnovabile. Questo dal punto di vista ambientale non è certo il massimo, ci sono certamente standard più interessanti a cui fare riferimento quando si costruiscono nuovi edifici o si ristruttura l’esistente (ad esempio lo standard CasaClima).

C’è chi ci ha già messo una pezza

La nostra breve esplorazione ci ha portato anche ad analizzare un abitazione in cui il cappotto è già stato fatto con una riduzione impressionante della bolletta per il riscaldamento e un costo dell’intervento davvero contenuto. Non sempre ci sono le condizioni particolarmente favorevoli di questo caso, ma forse non sono nemmeno così rare, il punto è rendersene conto, e può fare la differenza tra spendere 3.000,00 euro all’anno di gas metano o spenderne invece 300,00. Non è una differenza da poco…

A parte il risparmio economico, c’è il risparmio nelle emissioni, vitale per poter garantire un futuro alla nostra civiltà. Per fare questo abbiamo 10, forse 20 anni a disposizione, dopo, probabilmente, non si potrò più fare nulla (se volte facciamo tornare Luca Lombroso a spiegarcelo per l’ennesima volta).

Ci si vede il 29?

Ora raccogliamo il materiale e, per chi vuole capire meglio, ricordiamo l’appuntamento del 29 alle 20:30 alla sala Consorzio Vini a S.Teodoro. Guarderemo le immagini, capiremo come funzionano i nostri edifici dal punto di vista termico, da dove si perde energia, e come si può fare per migliorare la propria situazione abitativa.

Siccome il costo dell’energia (metano, gasolio, gpl, pellets, legna, elettricità) è destinato ad aumentare, prima ci si muove in questo senso meglio è….

Ci serve un mulino…

gennaio 7, 2013

pane

Il lento e tenace lavoro degli Streccapogn, come forse già sapete, ha portato alla ricostruzione della filiera del grano, dal chicco al pane, si potrebbe dire. Ridendo e scherzando ci sono già 25 ettari di terreni in cui si producono varietà antiche per uso streccapugnesco, e i terreni disponibili probabilmente aumenteranno anche nel 2013.

Come sapete, il grano diventa farina, pane e prodotti da forno e il tutto circola contribuendo, in piccola parte, a modificare il nostro regime alimentare locale.

Perché un mulino?

Con l’aumento del numero di persone che si avvicinano all’alimentazione sostenibile, però, nasce la necessità di disporre di una macchina per la molitura più moderna di quella disponibile qui a Monteveglio, l’idea è di acquistarla in gruppo e ci si sta già lavorando.

Il piano non è ancora definito nel dettaglio, il supertecnico Attilio ha individuato l’oggetto da acquistare, ora si sta meditando sullo schema d’acquisto che si potrebbe mettere in piedi.

Probabilmente si può prevedere una partecipazione aperta in cui ogni interessato versa una quota all’Associazione per finanziare l’acquisto e il valore poi viene restituito nel tempo in forma di prodotto lavorato (farina, pane, verdure… da decidere). Se vi interessa partecipare, rimanete sintonizzati qui o sullo streccablog e avrete notizie al più presto.

Non solo grano

Nel frattempo avanza la filiera del suino ultrabiologico locale e felice (lo so, il fatto che poi a un certo punto ce lo mangiamo potrebbe non renderlo proprio felicissimo), ma fino a quel momento si tratta di un suino che vive una vita piena e sana e ci restituisce carne di una qualità praticamente impossibile da reperire sul mercato.

L’idea, in corso di sperimentazione (e realizzazione), è di formare piccolissimi allevamenti dove gli animali vivano in gruppetti e possano alimentarsi in parte “al pascolo” in parte con mangime di qualità reperito sempre nel territorio. Vediamo come evolve… i primi assaggi sono stati estremamente soddisfacenti.

Chi volesse godere con noi di queste varie meraviglie e delle verdure e degli altri prodotti be-folk prenda contatto con l’associazione.

Iniziare bene cambiando energia

gennaio 6, 2013

Sapete quanta energia elettrica si consuma in un anno nelle sole abitazioni di Monteveglio?

Circa 6.600 MWh
(si legge megawattora)

che equivalgono a circa

2.900 tonnellate di CO2

emesse nell’atmosfera solo per consumi elettrici domiciliari.

Non è che sia tanto facile immaginare una tonnellata di CO2, potremmo provarci pensando a una piscina lunga 25 metri, larga 10 e profonda 2. Ecco, immaginate 2.900 piscine così piene di CO2 e magari un’idea riuscite a farvela. Oppure potete anche pensare che per seppellire questa CO2 in forma gassosa servirebbe un fosso lungo 72 km, largo 10 metri e profondo 2 e, ovviamente, di fossi di questo tipo ne servirebbe uno all’anno. Vi ricordo anche che questa nostra graziosa produzione rimane in circolazione nel mondo per circa 100 anni.

Sappiamo bene che in questo momento di crisi economica preoccuparsi di quanta CO2 emettono le nostre case non sembra proprio una questione prioritaria. Mi ci vorrebbero però circa 4 ore per convincervi del fatto che invece dovreste preoccuparvene e che tra la crisi attuale e quella CO2 ci sono strette correlazioni, ma al momento, se vi va, fidatevi (se non vi va venite a informarvi a un Transition Talk).

La buona notizia è che portare a zero le emissioni da consumo elettrico è davvero facile: basta cambiare il proprio contratto di fornitura. Una piccola incombenza burocratica (lo so,  sto minimizzando, è una rottura) che può fare una gigantesca differenza per il futuro della specie umana e della maggior parte delle creature viventi del pianeta. Potrebbe quindi valere la pena, che dite?

Oltretutto c’è anche il rischio di risparmiare qualche soldo, ma direi che rispetto alla posta in gioco si tratta davvero di un aspetto opzionale.

Si può fare in due modi

Il primo è chiedere al proprio attuale fornitore il passaggio a un contratto di fornitura di “energia verde” certificata RECS (Renewable Energy Certificate System). Questo non vuol dire che lui, il vostro attuale fornitore, produca davvero energia poco inquinante e rinnovabile, ma vuol dire che può acquistare certificati da chi la produce e poi fare con voi un contratto di questo tipo. È comunque meglio che niente e magari, invece, il vostro fornitore si sta attrezzando per produrre energia veramente sostenibile e siccome gliela chiedete anche voi si trova incoraggiato.

Una scelta migliore, quella che consigliamo, è acquistare da qualcuno che sicuramente produce energia con un alto livello di sostenibilità e rinnovabilità (sappiate comunque che l’impatto zero non esiste, ma ci si può avvicinare molto). Infatti vi suggeriamo di passare all’energia solidale proposta da Co-Energia, il team energia del coordinamento nazionale dei Gruppi d’Acquisto Solidale.

Le condizioni del contratto le trovate qui e se volete cominciare bene il 2013, con un’azione utile, che vi costa uno sforzo minimo e produce grandi risultati, questo è un buon modo per farlo. Queste le caratteristiche della proposta:

  • la fornitura di energia 100% certificata rinnovabile (idroelettrica) tramite certificazione che ne garantisce la provenienza dal territorio italiano;
  • uno sconto, sulla sola componente energia (PE) del prezzo di riferimento di Maggior Tutela, da concordare tra CO-Energia e Trenta (quest’anno 9% o 12% per le offerte di tipo Web);
  • la possibilità di effettuare delle visite guidate agli impianti di produzione
  • l’istituzione del fondo di “Solidarietà e futuro” per progetti di economia solidale promossi dai cittadini, alimentato attraverso una maggiorazione della componente (PE) della tariffa energia applicata (a carico del cliente) del 2% (bloccato per il 2012 a 0,15 eurocent/kWh) per ogni kilowattora consumato, ovvero circa 4 euro su un consumo annuo di 2.700 kWh (consumo medio di riferimento dell’Autorità).
  • La stessa quota sarà versata sullo stesso fondo da parte di Trenta.

Ma lo farete?

Non è semplice dirlo, probabilmente la specie umana si estinguerà a causa della sua pigrizia nei confronti della burocrazia che lei stessa a creato. Però, vediamo, e se lo fate (o se lo avete già fatto) ci farebbe piacere che ce ne deste notizia in modo da capire cosa sta succedendo e quanta CO2 stiamo togliendo di mezzo.

Per segnalarci il vostro gesto basta compilare questa piccola scheda.
Attendiamo vostre notizie…

Arrivano gli AcchiappaSpifferi

gennaio 5, 2013

TermoAS

Si aggireranno in città armati di una strana attrezzatura agli infrarossi scattando foto agli edifici perché diventi chiaro dove e come dobbiamo operare per tagliare i nostri costi energetici. Succederà sabato 19 gennaio prossimo dalle ore 16:00 con ritrovo difronte al municipio di Monteveglio. Se volete far parte della missione, fatevi trovare lì.

Questo commando, nome in codice “AcchiappaSpifferi”, opererà per rendere evidenti i risultati delle analisi  energetiche compiute sulla nostra comunità nel corso del progetto europeo ENESCOM (conclusosi lo scorso novembre).

Oltre il 40% della nostra energia (42,4%*), e quindi delle nostre emissioni nocive nell’ambiente, provengono dal riscaldamento degli edifici. Ma solo una piccola quota di questa energia serve davvero a farci stare caldi e in salute durante i mesi invernali. Una bella quota, infatti, la sprechiamo disperdendo il calore prodotto dalle caldaie nell’ambiente esterno. La telecamera agli infrarossi del team AcchiappaSpifferi, però, non può essere ingannata, ed ecco che si scopre all’istante da dove le nostre abitazioni perdono energia.

Vedere è spesso capire. Nella foto di questo post potete già godervi un assaggio di quello che succede nei nostri edifici durante l’inverno. Le aree gialle e bianche sono quelle più calde, i punti da cui il calore esce dall’edificio invece di rimanere all’interno per scaldarne gli abitanti. Potete vedere chiaramente le macchie formate dai termosifoni sotto le finestre e nelle altre due i “ponti termici” creati dalle strutture in cemento armato che agiscono come veri e propri conduttori di energia termica verso l’esterno.

Il costo di tutta questa dispersione è esorbitante e destinato a pesare in modo sempre più insopportabile sull’ambiente e sulle nostre tasche. L’energia è già oggi una delle voci più pesanti del bilancio di famiglie e aziende. In futuro la situazione sarà peggiore, con un progressivo aumento dei costi elettrici e di gas e gasolio.

Ma a questi si sommano, anche dal punto di vista economico, i costi ambientali. Tutte le direttive Europee e internazionali stanno ora spingendo gli Stati verso gli indispensabili interventi di adattamento ai danni de riscaldamento globale. Queste spese, assolutamente necessarie, si riversano sulla fiscalità generale e il bilancio del Paese, e quindi, alla fine, saranno pagati sempre da noi.

Al contrario, ogni intervento di messa in efficienza delle nostre necessità di energia produrrà nel tempo effetti benefici, alleggerendo i costi e il peso ecologico sopportato dal pianeta.

È per questo che, una volta compiuto questo primo raid di ricognizione, gli AcchiappaSpifferi vi danno appuntamento il 29 gennaio, alle 20:30 presso la sala Consorzio Vini del Centro San Teodoro, per guardare insieme le termografie realizzate e ragionare sulle possibilità di intervento: dai più semplici ed economici, ai più complessi e definitivi. Vi consigliamo ”caldamente” di non mancare.

—–

* Il bilancio energetico del nostro comune vede il consumo residenziale al 42,4%; segue l’industria con il 28,2%; poi il terziario con il 14,4%; trasporti 7,6%; agricoltura 4,1%; ente pubblico 2,9%; illuminazione pubblica 0,8%.

Domani parliamo del Clima

novembre 2, 2012

Uragano Sandy, ecco perché il Web è a rischio

Riemergo dal mio silenzio per segnalarvi l’appuntamento di domani a Monteveglio con Luca Lombroso per fare il punto sulla situazione climatica (scarica il volantino). Dopo le vicende di New York maltrattata da Sandy, il tema dell’urgenza dell’adattamento ai cambiamenti climatici diventa ogni giorno più pressante e comprensibile anche alle persone meno preparate.

Tutto ciò che dovrebbe succedere a causa del Riscaldamento Globale sta semplicemente succedendo, quindi è sempre più importante ampliare la base di consapevolezza dei cittadini. In questo caso lo faremo nell’ambito del progetto Enescom e oltre a Luca (che è ormai un vecchio amico) potrete conoscere Andrea Crocetta, uno specialista nella divulgazione delle tematiche relative alla efficienza energetica preparatissimo e pieno di entusiasmo.

Si tratta di un incontro pensato per un pubblico ampio, quindi affronterà le tematiche in modo generale, ma negli spazi per le domande si potrà approfondire e andare molto sul pratico (Crocetta tra l’altro è un pozzo senza fondo di soluzioni sensate e praticabili).

C’è anche altro

Non è il solo seminario che abbiamo in programma in questa fine d’anno, trovate qui gli altri appuntamenti Enescom (per quello del 10 novembre con Peter Erlacher non c’è più posto, vediamo se riusciamo a organizzarne un altro vista la grande richiesta).

Intanto va avanti l’attività di didattica sperimentale sul tema dell’energia con le insegnanti di Crespellano e Monte San Pietro, due gruppi molto belli che seguono quello di Monteveglio/Bazzano che aveva aperto il ciclo lo scorso anno. Avremo così nelle nostre scuole una rappresentanza piuttosto consistente di insegnanti (alla fine saranno una cinquantina) che hanno familiarizzato con concetti poco frequentati dall’educazione ambientale contemporanea, come il Paradosso di Jevons o il concetto di EROEI, in grado di condurre analisi di base sull’Energia Grigia degli oggetti, o di confrontarsi con idee appena nate come quella del “Dirupo di Seneca“, ecc.

La speranza è che questo possa contribuire produrre un nuovo assetto culturale rispetto al tema dell’energia favorendo lo sviluppo di un pensiero critico e creativo che sarà indispensabile alle prossime generazioni. Azioni come queste ovviamente non bastano, ma speriamo contribuiscano…

Ci vediamo domani?

Quindi, se siete in zona e ne avete voglia ci vediamo domani a Monteveglio, Sala Consorzio Vini, via Abbazia 28 dalle 14:30 alle 18:00.

Regalami un Albero

luglio 25, 2012

Abbiamo cominciato le attività di preparazione del terreno adiacente al Parco Arcobaleno (più o meno questo), il primo che sarà interessato dal rimboschimento dell’operazione “Regalami un Albero“.

Accelerare la natura… ma sono un pochino

Si tratta di un pendio incolto, invaso prevalentemente da piante pioniere che stanno compiendo il loro lento lavoro di ricostituzione del suolo. Ci sono anche arbusti e qualche albero spontaneo che ha attecchito e sta crescendo.

Lasciando fare alla natura, in un certo numero di anni, qui il bosco si riformerebbe in modo naturale: le pioniere lascerebbero il terreno ad altre specie e agli alberi. Il punto è che questo processo richiede tempo, decine e decine di anni, e che durante questo periodo la zona andrebbe lasciata “maturare” in pace.

Visti i danni intensivi fatti al pianeta, è invece nostro interesse dare una mano alla natura per permetterle di lavorare un po’ più in fretta. Servono tanti alberi e servono il prima possibile. I nostri figli e i nostri nipoti ne avranno un grande bisogno e noi dobbiamo cercare di ricostruire per loro il capitale naturale che abbiamo “rubato” alle future generazioni negli ultimi 50 anni.

(continua…)

Fotovoltaico ed energia

giugno 29, 2012

Dopo l’ultimo incontro per il Gruppo d’Acquisto Fotovoltaico vi faccio un piccolo resoconto della situazione.Partiamo dal ricapitolare il perché di questa attività. In pratica cerchiamo di aiutare le famiglie e le piccole aziende ad aumentare il livello della propria resilienza energetica.

RISCHIO ENERGETICO

Come potete constatare, i costi dell’energia sono in costante aumento (+ 2,6% da luglio) e ognuno dovrà trovare la propria modalità per gestire le conseguenze. Ci si possono aspettare provvedimenti anche mai visti prima, ad esempio in Francia stanno ragionando su un aumento del 10% del prezzo del gas con effetto retroattivo e alcuni stimano che quasi quattro milioni di francesi vivano già una condizione di precarietà energetica (molti hanno già smesso di scalare casa, non ho dati sull’Italia, ma suppongo che ci siano molte situazioni di questo tipo già oggi).

La cosa importante da comprendere è che questo tema diventerà sempre più presente e che è collegato a molti altri aspetti del sistema economico ed ecologico che incidono pesantemente sulla possibilità di vivere sereni nei prossimi anni.

ABBIAMO BISOGNO DI ENERGIA

Questo martedì, inoltre, sono stati presentati i dati dei consumi energetici per i sei comuni dell’Unione ed emerge, come prevedibile, una importantissima dipendenza da gas naturale e prodotti di derivazione petrolifera. Questo significa rischio energetico, dipendenza da forniture estere ed emissioni dannosissime che mettono a repentaglio il futuro (non è una frase retorica, voi che avete partecipato avete visto i grafici sulle previsioni della temperatura media della terra nei prossimi anni). (continua…)


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