È nata!

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È nata, piccola piccola come ogni cosa quando comincia, ma finalmente c’è in Italia una città che si avvia consapevolmente sul sentiero della Transizione: Monteveglio.

Oddio, è un po’ presto per dire che “la città si avvia” perché, come per ogni Transition Towns, si comincia dalla formazione di un Gruppo Guida (Steering Group) di poche persone.

È quello che è successo mercoledì scorso alla fine della serata di presentazione del movimento. Il Gruppo è composto da me Cristiano Bottone (pubblicitario), Umberto Fonda (ingegnere informatico), Claudio Meli (agricoltore biologico) e Davide Pinelli (docente universitario di chimica industriale) e “faciliterà” le attività dell’iniziativa di Transizione fino al momento in cui si formeranno i Gruppi di Lavoro. A quel punto il Gruppo Guida si scioglierà come previsto dal “metodo” che il movimento adotta.

Sono contento, non tanto per l’orgoglio di essere i primi, ma perché in queste cose è come nel ciclismo, quando c’è un primo che fende l’aria il secondo fatica la metà a fare lo stesso percorso e il terzo, il quarto, fanno ancora meno fatica.

La serata di mercoledì

È una serata davvero bella, nonostante la data non proprio agevole e il caldo intenso sono arrivate 35 persone. Sorprendente considerando che avevo fatto una trentina di inviti…

Grazie all’ospitalità concessaci dal Parco dell’Abbazia anche la “location” non avrebbe potuto essere più adatta.

Ma soprattutto questo incontro si è rivelato incredibilmente utile e produttivo per la quantità e la qualità delle osservazioni emerse dopo il mio intervento.

Proporre la transizione in Italia

In questi casi si ringraziano le persone intervenute e lo si fa normalmente in modo meccanico, rituale, lo si fa perché si usa farlo. Io invece vorrei davvero cercare di esprimere tutta la mia gratitudine per ogni singolo intervento che è stato fatto dopo la presentazione, nessuno escluso.

Nulla di quanto emerso è banale e scontato e ci porterà certamente a cambiare molte cose nel modo di proporre i temi della Transizione al pubblico italiano per rendere tutto più comprensibile ed efficace, per adattarli alla nostra sensibilità e al nostro contesto culturale, sociale, produttivo e politico.

Obiettivi centrati

Il percorso di Transizione prevede 12 fasi da portare a compimento in modo progressivo. Incredibilmente, in una sola serata abbiamo già fatto molte cose.

FASE 1 – Formazione del Gruppo Guida

Oltre ad aver formato il Gruppo Guida, Giuseppe Bruni, presidente del Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio, ci ha offerto ospitalità nella struttura per le attività di Transizione. Quindi abbiamo anche un luogo dove trovarci e organizzare incontri, e che luogo, perfettamente affine allo spirito della Trasizione, alimentato ad energia solare e costruito in epoca pre-petrolifera. Faccio un po’ fatica a crederci, ma è vero.

FASE 2 – Accrescere la consapevolezza nella comunità

Questo sarà uno degli aspetti a cui dedicheremo più tempo nei mesi a venire, proiezioni di film, incontri, dibattiti, iniziative, ospiti, tutto quello che la Transizione prevede e che la creatività collettiva saprà generare. Già dal semplice incontro di mercoledì sono emerse molte indicazioni utili ad accrescere le nostre capacità di “raccontare” la Transizione. Non vedo l’ora di fare la prossima presentazione per capire di quanto avremo migliorato.

FASE 3 – Gettare le fondamenta, tessere reti

Anche su questo fronte, la serata è stata produttiva. Massima disponibilità alla collaborazione è giunta da parte del Parco che già sviluppa moltissime attività assolutamente affini a quelle proposte dal movimento.

Erano presenti all’incontro anche alcuni amici del Gruppo di Acquisto Solidale del comune confinante di Bazzano che hanno manifestato il loro interesse a seguire l’evoluzione dell’iniziativa e a cominciare a fare un po’ di informazione in merito attraverso i loro canali (è possibile che il prossimo incontro divulgativo si faccia con loro – gli interessati restino sintonizzati).

Ovviamente erano presenti anche Marco e Daria che potrebbero presto essere parte del nucleo di partenza di un’Iniziativa nel comune di Granarolo (Bo).

C’erano poi persone attive in vari ambiti della comunità di Monteveglio, politica, associazionismo, cultura e questo fa ben sperare rispetto alla possibilità di gettare presto tanti ponti verso tutte le aree della comunità.

Le prossime tappe

Lasceremo passare il mese di agosto per cominciare a lavorare in modo continuativo da settembre. Non è escluso, comunque, che qualche cosa sul fronte della crescita della consapevolezza si possa già fare durante la Festa dell’Unità che si svolge qui nella prima meta di agosto. È un momento in cui è possibile contattare e coinvolgere molte persone, quindi potrebbe rappresentare una buona occasione. Il tempo però è pochissimo, vedremo…

Una riflessione

Le reazioni dopo la presentazione ci hanno veramente fatto pensare molto. A chi volesse a sua volta ripetere il nostro esperimento consiglierei di aspettare i nostri prossimi passi, magari tenendosi in contatto con noi o partecipando alle nostre attività in modo da trovare insieme le soluzioni ad alcuni problemi di comunicazione con le persone che vanno certamente risolti.

Uno degli scopi di questa prima iniziativa potrebbe proprio essere quello di fare da laboratorio di traduzione e localizzazione del movimento prima di una diffusione più allargata in Italia.

È solo un’ipotesi ovviamente, la Transizione deve andare dove vuole, è una delle sue regole fondamentali e una di quelle che è più importante non toccare proprio per il suo potere innovativo e rivoluzionario.

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4 Risposte to “È nata!”

  1. Tina Says:

    Grazie alla Transizione sto recuperando un po’ di ottimismo che la societa’ possa prendere la via del rinnovamento.
    Mille di questi inizi…

  2. Marghe Says:

    Complimenti. Mi commuove e mi riempie di energia positiva ciò che state facendo. Ho vissuto per qualche mese in Galles quest’estate e concetti come “transition town”, “peak oil”, “climate change” non solo erano ogni giorno sulla bocca di tutti con estrema consapevolezza, ma anche insite nelle azioni quotidiane delle persone che ho conosciuto. A partire dalla vita personale, per continuare nel lavoro (a volte quasi una missione), fino a semplici comportamenti quali il mangiare, il viaggiare, il consumare, il gettare…abbandonando il superfluo, il bisogno fittizio, lo spreco, l’indifferenza e il non mettersi in discussione, che tanto ci stanno facendo perdere il senso del senso. Tutto era instriso da un profondo senso di ETICA. Ecco, ecco il senso che sta scomparendo, sostituito dall’assolutezza di discutibili principi altri. Paradossalmente, chi è rimasto più indietro è molto più avanti. E tutto si riscopre, ancora una volta, relativo.

  3. Cristiano Says:

    Grazie Marghe, qui c’è tanto lavoro da fare, ma devo anche dire che farlo è davvero divertente. Tu non sai quanto è preziosa questa tua testimonianza, anzi, penso che la riprenderò in un post. Ma tu dove abiti ora?

  4. Marghe Says:

    Ciao Cristiano, io sono friulana. Ho la fortuna di avere avuto qui una educazione che, in modo estremamente semplice, al di là di prese di posizione che a volte rischiano purtroppo di trasformarsi in “pose” modaiole, mi ha portata ad avere uno stile di vita piuttosto positivo dal punto di vista della sostenibilità, tendente ad un’impronta ecologica non eccessiva. Il tutto aiutato non meno dal contesto geografico. Sono molte le cose che potrei fare in più, ma mi ritengo fortunata di aver potuto avere queste possibilità e questi insegnamenti. E ciò è stato una componente fondamentale per poter cogliere, vivere ma soprattutto comprendere l’esperienza in Galles.

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