Prime visioni: appunti operativi

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Dopo i due primi incontri emergono chiaramente alcuni aspetti molto importanti di questo tipo di lavoro. Ne scrivo qui come appunto per noi e per chi farà la stessa cosa in altri contesti.

1. Agire preparati

Il fatto di lavorare in piccoli gruppi dimostra subito la sua efficacia. Il livello di interazione con le persone che partecipano alle serate è molto alto è si sviluppa subito un coinvolgimento diretto. Proprio per questo, chi presenta il film deve essere molto preparato.

Subirà infatti un fuoco di file di domande estremamente intenso e variegato. Bisogna pertanto mettersi nelle condizioni di saper gestire la situazione che, per certi versi, è più complessa di quella che va affrontata in un incontro pubblico.

Di qui la necessità di “addestramento” degli operatori di Transizione emersa in inghilterra che ha dato poi luogo all’organizzazione dei Transition Trainings.

2. Affrontare la negazione

In Italia le persone sono completamente impreparate rispetto alle notizie e alle informazioni che vengono fornite nel film. Lo sapevamo, qui da noi il tema Picco del Petrolio è totalmente bandito da qualsiasi circuito di informazione: praticamente non esiste.

La prima reazione di quasi tutti è quindi quella di mettere in dubbio (a vari livelli) il fatto che le informazioni fornite siano vere.

La cosa è aggravata dal fatto che il film “The Oil Crash” nella versione italiana è stato pesantemente tagliato (ne mancano almeno una quarantina di minuti rispetto all’originale in inglese, me ne sono reso conto solo ieri). Non è un problema di censura, penso sia stato ridotto per esigenze di distribuzione televisiva. Questo però fa sì che molti degli intervistati non siano presentati a dovere (dove è possibile usiamo la versione inglese, ma le occasioni saranno pochissime).

Nei prossimi incontri porteremo sempre con noi due o tre documenti ufficiali da produrre all’istante, d’altra parte penso che basti leggersi il discorso del Presidente della IEA al G8 per capire che non stiamo certo scherzando.

Stiamo parlando del presidente dell’agenzia internazionale fondata per vigilare e prevenire le crisi petrolifere (la IEA appunto) che dice ai capi di stato dei paesi più importanti del mondo che siamo totalmente nella m… e non abbiamo assolutamente nessuna soluzione a portata di mano.

È abbastanza ufficale?

Lo fa, è vero, con toni garbati, adatti a una circostanza così formale. Il capo economista della stessa agenzia sintetizza invece la situazione con un simpatico slogan: “Lasciamo il petrolio prima che lui lasci noi”.

Ma nonostante la disponibilità di questi e di mille altri documenti serissimi e piuttosto espliciti sull’argomento, il problema della negazione sarà uno degli scogli più duri da affrontare in questa prima fase.

3. La pulce nell’orecchio

In ogni caso, questa attività ha l’innegabile pregio di infilare la pulce  anche nell’orecchio dello scettico più coriaceo. Penso che dopo l’incontro, gli eventi che vengono riportati da giornali e televisioni vengano percepiti con un nuovo atteggiamento critico. Piano piano è possibile per ognuno mettere in fila le tessere del puzzle e cominciare ad avere una visione d’insieme.

Aumento e volatilità del prezzo del petrolio, recessione, disoccupazione, aumento del prezzo dei generi alimentari, aumento dei costi delle materie prime, crisi finanziaria: quanti sintomi. Dopo l’incontro si comincia a interpretarli in modo diverso.

4. Prepariamo un kit

Per rendere l’attività più efficace, prepareremo un kit da portare con noi che comprenderà documenti e filmati accessori che facilitino l’accettazione di questa “scomoda verità”. Anche perché è solo dopo che si è interiorizzato il concetto che si riesce a capire che a tutto questo c’è rimedio purché si passi subito all’azione e che il rimedio potrebbe portarci a vivere in un mondo addirittura migliore di quello che conosciamo ora.

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Una Risposta to “Prime visioni: appunti operativi”

  1. Libru » Prime visioni: appunti operativi Says:

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