Idee per un futuro felice

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L’incontro di sabato scorso è stato davvero sorprendente, almeno per me. In primo luogo pensavamo che saremmo stati pochi intimi (il tema non era dei più semplici) e invece la sala di S. Teodoro era piena, con qualcuno che è stato in piedi tutto il tempo (mi dispiace davvero).

Poi il fatto che tante persone di una comunità possano pacificamente ritrovarsi e ragionare sul proprio futuro come abbiamo fatto sabato è semplicemente esaltante (mi esalto con poco? può essere).

Prima i fatti

Palmieri e Marini ci hanno spiegato, dati alla mano, che nella vallata esiste un serbatoio di biomassa rinnovabile (legname, ramaglie, residui agricoli, ecc.) che potrebbe essere valorizzata producendo energia elettrica e calore.

Le tecnologie per ottenere questo risultato sono tutte disponibili e ci hanno mostrato varie tipologie di impianti già realizzati e funzionanti.

Per creare un ciclo di utilizzo della biomassa occorrerebbe mettere in piedi una piccola filiera locale in grado di gestire le varie fasi del processo: coltivazione dei boschi, raccolta del materiale, cippatura, stoccaggio, distribuzione agli impianti. Tutte attività a basso impatto ambientale e che vanno praticate applicando rigidi criteri di sostenibilità e con grande attenzione al futuro in modo da non impoverire di risorse il territorio, anzi cercando di arricchirlo ogni volta che sia possibile.

Come spesso accade nelle tecnologie rinnovabili, la soluzione ideale dovrebbe prevedere una serie di piccoli impianti di diversa tipologia in modo da poter utilizzare in modo flessibile e coordinato differenti tipi di biomassa nelle diverse situazioni e mantenere l’impatto ambientale quasi a zero.

A sostegno di investimenti di questo tipo sono disponibili anche gli incentivi governativi.

Sintetizzando, come ci eravamo immaginati, esiste la reale possibilità di costruire una certa autonomia energetica per le nostre comunità, in modo sostenibile, creando di conseguenza qualche posto di lavoro in più e ritrovandosi alla fine con un territorio meglio presidiato e accudito.

Sembrerebbe, come dicono gli americani, una strategia “win win”.
Una situazione in cui ci sono solo vantaggi per tutti, un gioco senza perdenti.

E i rischi? Dove sta la fregatura?

Il nostro italico istinto ci porta sempre a diffidare delle strategie “win win”, perché se ne incontrano così di rado che verrebbe da dire che in realtà non esistono.

Come è emerso dalle tante cose dette durante l’incontro, anche in questo caso esistono dei rischi. Primo fra tutti è quello di usare troppa biomassa, cioè di finire ad abbattere alberi che poi non ricresceranno mai. O di provocare danni al nostro preziosissimo sistema di biodiversità locale (ne parleremo prossimamente con Giorgio Celli).

È stato evidenziato anche, giustamente, che oggi l’energia prodotta in questo modo sarebbe poco competitiva sul fronte del prezzo rispetto a quella prodotta da fonti fossili (conviene solo in virtù degli incentivi governativi).

Va notato però che nell’incontro con Ugo Bardi abbiamo capito che il mondo è così “inguaiato” proprio perché come uomini continuiamo a prendere decisioni guardandoci la punta delle scarpe invece di guardare avanti: siccome ora non è molto conveniente lo farò solo quando sarò costretto. Bardi ci ha spiegato molto bene che questa è la logica che porta le civiltà alla tragedia.

La stessa logica che ci fa costruire le case antisismiche solo dopo il terremoto, che ci fa pensare al dissesto del territorio solo dopo l’alluvione, ecc.

Alla fine mi pare però che tutti abbiano convenuto che è tempo di ricominciare a pensare al futuro e basta alzare gli occhi un istante per capire che solo questo tipo di scelte possono preparare un futuro sereno.

È oggi che dobbiamo scegliere di liberarci dalla dipendenza dal petrolio, è oggi che dobbiamo smettere di riversare in atmosfera sostanze che modificano il clima. Avremmo dovuto pensarci prima, ma probabilmente siamo ancora in tempo, facciamolo ora e facciamolo bene.

Mi immagino tra 10 anni…

E allora lasciatemi sognare un po’…

Pensate a Monteveglio  tra 10 anni con la sua nuova zona residenziale fatta solo di case passive servite da pannelli solari termici, fotovoltaici e impianti geotermici (quindi quasi completamente autosufficienti).

Accanto c’è una piccola centrale a biomassa dotata di motore Stirling che produce in modo assolutamente pulito una significativa fetta dell’elettricità che serve alla nucleo più vecchio della città.

Anche perché nel frattempo anche negli edifici esistenti, case, capannoni industriali, edifici pubblici sono stati installati impianti a solare termico e fotovoltaico ed è stato fatto un bel lavoro sulla coibentazione e sull’efficienza energetica.

Poi magari, con il calore di scarto della centrale a biomassa, abbiamo costruito una piccola piscina termale pubblica, facilmente raggiungibile in bicicletta grazie alle tante ciclabili che sono nate nel frattempo, e mentre il petrolio sale a 500 dollari al barile, noi ci rilassiamo a mollo al calduccio…

Non so dire se andrà proprio così, se la centrale a biomassa sarà la nostra scelta, se decideremo per altre soluzioni. Ma so che è tempo di ricominciare a immaginare a e costruire il futuro. E voglio che sia felice.


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3 Risposte to “Idee per un futuro felice”

  1. Marco Says:

    L’incontro è stato proprio bello. Mi sembra che sia emersa l’opportunità ed anche i rischi (come il tendere a sovrasfruttare le risorse), il tutto in un’ottica molto ponderata. Dalle Biomasse di Monteveglio si può estrarre senza sovrasfruttamento dei boschi solo il 20% dell’energia che serve alla comunità. Intanto è già qualcosa ed è importante che ci siano queste alternative.
    (A Granarolo non c’è neanche un boschetto decente: Google Earth per credere).

  2. Francesco Spanò Says:

    Congratulazioni per avere iniziato il cammino!
    Più che mai adesso abbiamo bisogno di esmpi come il vostro da usare per fare spuntare tante transition towns.
    Grazie e buon lavoro!

    Francesco Spanò

  3. Programma incontri Monteveglio 2009 « Transition Italia Says:

    […] Monteveglio e il suo giacimento di energia Possiamo ricavare energia pulita e rinnovabile dal bosco? Immaginiamo un primo passo verso una felice e sostenibile autonomia energetica. […]

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