La brocca e la Befana

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Oggi ho accompagnato i miei figli allo spettacolo di burattini offerto dal Comune di Monteveglio ai bambini della comunità.

Quest’anno la Befana, alla fine dello spettacolo, ha deciso di regalare a tutti una bella brocca in vetro con l’invito a utilizzare l’acqua del rubinetto al posto di quella minerale.

Mi è sembrata una bella idea, nella brocca era contenuto un sacchettino di dolcetti artigianali molto sobrio e una lettera per i bambini e le famiglie. Un’azione semplice, ma significativa. Lei, la Befana intendo, deve aver fatto qualche conto su cosa può significare il consumo di acqua minerale sotto il profilo dell’impatto ambientale.

Pensate che se prendiamo i dai medi nazionali e approssimiamo per difetto, scopriamo che probabilmente a Monteveglio si consumano almeno 190 mila bottiglie di acqua minerale ogni anno (probabilmente molte di più).

Le conseguenze di questa follia, se le guardiamo a livello nazionale, sono il consumo di 350 mila tonnellate anno di polietilene tereftalato (PET), 665 mila tonnellate di petrolio e un’emissione in atmosfera di 910 mila tonnellate di CO2. Questo senza contare le emissioni per il trasporto delle bottiglie (quasi sempre su gomma, solo il 18% viaggia con il treno).

Il tutto serve a bere acqua minerale che sempre più spesso è risultata alterata e meno sicura di quella proveniente dall’acquedotto. Il problema di solito non è all’origine o all’imbottigliamento, ma l’acqua si deteriora a causa del trasporto, degli sbalzi di temperatura, del cattivo immagazzinamento, degli scambi (ancora poco chiari) tra contenuto e contenitore, ecc.

Interessante notare qui il tipico circolo vizioso della follia umana. Inquiniamo talmente tanto che non ci fidiamo dell’acqua dell’acquedotto perché “chissà cosa c’è dentro”. Quindi decidiamo di aumentare ulteriormente l’inquinamento e di spendere molto di più per bere acqua che riteniamo più sicura, ma non lo è. Siamo strani vero?

Beh, viva la Befana!

Qualche in formazione in più:
Dossier: Un paese in bottiglia – Legambiente
Piccola guida al consumo critico dell’acqua
Direttive eropee

Suggerimento:
L’acqua del rubinetto è addizionata con cloro che a volte può dare un sapore sgradevole, in attesa di trovare un sistema per smettere di aggiungere cloro negli acquedotti (almeno in Italia non aggiungiamo altro), lasciatela riposare almeno un ora prima di consumarla e il cloro abbandonerà l’acqua passando nell’aria (anche il cloro è un gas), il sapore sarà così assolutamente neutro. Al momento questa è la soluzione più sostenibile, economica, sana ed efficace di cui disponiamo.

Non vi preoccupate del calcare, allo stato attuale della scienza medica sappiamo che fa molto male ai tubi del vostro impianto, ma a noi non fa nulla di apprezzabile.

Avvertenza:
Se l’acqua, una volta decantata, ha un sapore amaro o metallico (e siete sicuri che il contenitore in cui l’avete conservata era pulito), allora è meglio farla controllare prima di consumarla: l’acqua deve risultare limpida e insapore.

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3 Risposte to “La brocca e la Befana”

  1. mariagrazia Says:

    vorrei iscrivermi a transitio italia mi dite come fare ? se poi c’è la possibilità di fare qualcosa a L’Aquila sarei ancora più contenta . non ditemi che c’è gia un gruppo perchè non riesco a collegarmi a loro . . . e sono molto indietro nonostante nella mia Città ci sia molto da fare e . . . lavorare. grazie mariagrazia starace

    • Cristiano Says:

      Beh se vai a dare una mano credo che saranno felici, ti mando i dati per contattarli… nulla comunque ti impedisce si far partire un altro Gruppo Guida se le condizioni te lo permettono. Per l’iscrizione a Transition Italia presto sarà disponibile on line il modulo da scaricare firmare e spedire… anche se essere iscritti o meno non fa molta differenza

  2. Lorenzo Says:

    Aggiungo a questo post 2 commenti
    1. Ero in vacanza a S. Martino in Passiria (Bz), sono stato nella biblioteca locale e ho chiacchierato col bibliotecario di piccole comunità, energia e consumi. Parlando dell’acqua, il bibliotecario mi ha detto, scherzando, che tutta quest’acqua da bere in bottiglia è una “follia tipicamente italiana”. In buona sostanza, usare l’aqua in bottiglia è un bisogno indotto, oltre che inutile, costoso e faticoso (un pacchetto da 6 bottiglie da 1.5 L pesa poco più di 9 kg; dopo una certa età e con qualche piano di scale fa la differenza). La pubblicità delle acque minerali è scientificamente assurda; tra tutte quelle sulle acque iposodiche: basta che il salutista di turno mangi un’insalata con un pizzico di sale e avrà annullato la presunta beneficità dell’acqua “leggera”.
    2. Bella l’idea di Monteveglio. A Bazzano si sono regolati sulla solita calzetta in plastica e mi sono chiesto se (incremento dei consumi di dolciumi a parte) non sarebbe stato divertente far portare ai bambini, per riempirla, una loro vera calza da casa ed evitare tutta questa sacchetteria…

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