Il Pentagono si preoccupa per il petrolio

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No, non si tratta di un trattato di geometria, volevo solo segnalarvi il fatto che il problema “Picco del Petrolio” appare ora menzionato in modo chiaro e inequivocabile in questo documento pubblico (Distribution Statement A: Approved for Public Release*) dello United State Joint Forces Command.

Non si tratta quindi di un repot di Greenpeace o di ASPO, bensì delle forze armate USA che analizzano gli scenari futuri per capire come prepararsi a ciò che verrà. Il motto alla base della copertina del rapporto recita appunto: “READY FOR TODAY. PREPARING FOR TOMORROW” (Pronti oggi, Preparati per domani).

Debora Billi, sul blog specializzato Petrolio ha già tradotto un paio di paragrafi piuttosto espliciti che vi riporto qui:

A pagina 24, un boxino che titola proprio “Peak Oil” recita:

Come mostra il grafico, il petrolio dovrà continuare a soddisfare la gran parte della domanda di energia fino al 2030. Anche assumendo lo scenario più ottimistico di crescita della produzione attraverso nuove tecnologie di estrazione, lo sviluppo di oli non convenzionali e le nuove scoperte, la produzione petrolifera sarà drasticamente sotto pressione per raggiungere la futura domanda di 118 milioni di barili al giorno.

A pagina 29 il drammatico riassunto della questione, che pare scritto dall’ASPO:

Per generare l’energia richiesta da qui al 2030, il mondo dovràtrovare altri 1,4 miliardi di barili all’anno per vent’anni. (…) Il ritmo di nuove scoperte seguito negli scorsi due decenni (escluso forse il Brasile) lascia poco spazio all’ottimismo di chi pensa che in futuro si troveranno nuovi giacimenti. Al presente, gli investimenti stanno appena aumentando, con il risultato che la produzione raggiungerà un prolungato plateau. (…) Nel 2012, la produzione in eccesso sparirà completamente, e nel 2015 mancherà un 10% di output per soddisfare la domanda.

Dobbiamo prepararci al fatto che pian piano riceveremo sempre più informazioni su questo problema per il semplice fatto che non sarà più possibile ignorarlo o nasconderlo. Le conseguenze saranno sempre più importanti e tangibili nella vita di ogni giorno e gli scenari rimangono comunque incerti.

Chiunque volesse saperne di più e capire come sta già influendo e potrà influire tutto questo sulla sua vita ci trova a sua disposizione. In qualsiasi momento vogliate possiamo anche rifare un incontro per spiegare come rispondono le città di transizione a questo e agli atri problemi che verranno nei prossimi anni.

Prima ci mettiamo al lavoro, più alte sono le possibilità di cogliere l’occasione invece di subirne passivamente le conseguenze. Noi siamo qui e ci stiamo già lavorando, entrate in azione anche voi, c’è posto per tutti.

—-

* Sottolineo il fatto che sia pubblico perché in questi documenti i fatti sono sempre presentati in modo “morbido”, volendo fantasticare possiamo immaginare cosa ci sia scritto nei documenti riservati…

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Una Risposta to “Il Pentagono si preoccupa per il petrolio”

  1. Il Pentagono si preoccupa per il petrolio « Monteveglio Città di Transizione « L0cutus’s Blog Says:

    […] Il Pentagono si preoccupa per il petrolio « Monteveglio Città di Transizione 9 aprile 2010 l0cutus Lascia un commento Passa ai commenti via montevegliotransizione.wordpress.com […]

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