Banca Mondiale: Spegnete la stufa!

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Ogni tanto qualche grande istituzione si sveglia, prende atto della situazione relativa al cambiamento climatico, sviene, si riprende ed emette un report. L’ultimo è quello della Banca Mondiale (qui il pdf completo), così ingombrante e difficile ignorare da dover essere ripreso sui giornali di tutto il mondo.

Oggi Repubblica (per esempio) ha due belle pagine centrali tutte sull’argomento e sul rischio di perdere totalmente il controllo della situazione. Tutto sta a capire se questa è la volta buona in cui i media svoltano e decidono di occuparsi del clima in modo serio, o se è solo uno dei tanti momenti di lucidità che poi lasciano posto al solito confuso rumore di fondo. Vedremo.

Per chi si occupa di Transizione non c’è molto di nuovo, pare sia giunto il momento in cui tutti vanno informati del fatto che rimanere sotto i 2°C di aumento medio della temperatura terrestre è ormai impossibile. I dati indicano che andremo più su. In particolare, se continuiamo a non prendere provvedimenti drastici le proiezioni ci portano a +6°C entro fine secolo, un mondo al limite dell’abitabilità per la nostra specie. Sembra ci siano speranze di una certa stabilità climatica sono fino a + 3°C, quindi fate voi i conti rispetto all’urgenza e alla gravità della situazione.

Qui nel nostro territorio, pianino pianino, direi che abbiamo fatto notevoli passi avanti sul fronte della consapevolezza e della messa in campo di strumenti per cominciare ad affrontare i problemi in modo fattivo. Ovvio che il cammino è ancora lungo, ma decisamente non siamo più al punto di partenza.

Sono particolarmente felice (ad esempio) che attraverso il progetto ENESCOM si sia potuto portare avanti il programma di didattica sperimentale sull’Energia nelle nostre scuole primarie (ma si sono formate anche alcune prof. delle medie, e maestre della scuola dell’infanzia) e che ora ci siano una quarantina di maestre che cominciano a maneggiare con una certa disinvoltura questi temi fondamentali. Tutte queste insegnanti rappresentano un grande potenziale di “densità culturale” sul territorio che speriamo si trasformi in un vero e proprio dono alle prossime generazioni.

Ogni nuovo segnale da parte dei media e delle istituzioni è comunque benvenuto e può aiutare qualcuno a uscire dal sonno e capire che il problema è globale, ma le soluzioni partono dal locale, dalla microdimensione delle nostre vite, delle nostre famiglie, delle nostre attività quotidiane.

E se vi viene voglia di fare qualcosa subito: usate meno l’auto (meno è meglio è), passate all’alimentazione sostenibile, e coibentate casa (attenti che a breve lanceremo il nuovo esilarante programma AcchiappaSpifferi).

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