Clima: l’ultima sveglia…

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Da questa mattina stiamo seguendo le notizie provenienti dall’IPCC relative al loro ultimo rapporto sulla situazione climatica. Grazie alla solerzia di Rupo trovate qui di seguito la traduzione di uno dei documenti chiave, ovvero il riassunto delle indicazioni destinate ai responsabili politici.

Una cosa sembra ora certa, dopo un’immane sforzo coordinato, la scienza sembra aver fatto quello che doveva fare definendo alcuni aspetti fondamentali del problema Riscaldamento Globale:

  1. È indubitabilmente in corso, il mondo si sta scaldando, fine delle discussioni
  2. È causato dalle attività umane con una certezza che supera ora il 95%*
  3. Il CO2 non è mai stato a questo livello da 800.000 anni
  4. Non possiamo usare tutte le riserve di energia fossile disponibili, le emissioni eccederebbero qualsiasi parametro di sicurezza
  5. Bisogna reagire, subito e massivamente

* Gli scienziati son personcine serie e non potendo produrre una prova sperimentale (non avendo un secondo pianeta identico alla terra su cui fare dei test) conservano sempre margini di sicurezza. Questo però non vale per i politici per i quali una certezza scientifica del 95% deve voler dire azione al 100%. Se un farmaco avesse il 10% di probabilità di produrre tumori lo vorremmo fuori dal mercato, le emissioni serra hanno una probabilità del 95% di ammazzarci tutti e non riusciamo a fare nulla.

Quindi ora tocca a noi, ai politici, agli imprenditori, ai cittadini, a tutti… non ci sono più scuse.

Si stanno accavallando reazioni in tutto il mondo, c’è grande fermento, per una rapida sintesi vi consiglio questo articolo sul Guardian e questi commenti sul sito del Tyndall Centre (in particolare quello del nostro amico Kevin Anderson), trattasi ovviamente di cose per angloabili.

In italiano potete dare uno sguardo su RepubblicaLa stampaIl Fatto Quotidiano (articolo del 25/9), altri articoli usciranno (immagino) domani. Documento utile (da guardare per chi fa divulgazione) è il “Summary for Policymakers“.

Ecco l’estratto da questo documento:

Testo originale
traduzione di Massimiliano Rupalti

Dichiarazioni fondamentali dal sommario per i decisori politici

Il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile e, sin dagli anni 50, molti dei cambiamenti osservati sono senza precedenti nelle ultime decine di millenni. L’atmosfera e l’oceano si sono riscaldati, le quantità di neve e ghiaccio sono diminuite, il livello del mare è salito e le concentrazioni di gas serra sono aumentate.

Ognuno degli ultimi tre decenni è stato più caldo del precedente sulla superficie della Terra dal 1850. Nell’emisfero nord, il periodo 1983-2012 è stato probabilmente il più caldo trentennio degli ultimi 1400 anni.

Il riscaldamento degli oceani domina l’aumento dell’energia immagazzinata nel sistema climatico, costituendo più del 90% dell’energia accumulata fra il 1971 e il 2010 (sicurezza alta). E’ virtualmente certo che la parte superficiale dell’oceano (0-700 m) si è riscaldata dal 1971 al 2010 e si è probabilmente riscaldata anche fra il 1870 e il 1971.

Durante gli ultimi due decenni, le calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartico hanno perso massa, i ghiacciai hanno continuato a contrarsi quasi in tutto il mondo e il ghiaccio dell’Artico e la copertura nevosa primaverile dell’emisfero nord hanno continuato a diminuire in estensione (sicurezza alta).

Il tasso dell’aumento del livello del mare dalla metà del diciannovesimo secolo è stato maggiore del tasso medio durante i due millenni precedenti (sicurezza alta). Nel periodo 1901-2010, il livello medio del mare è salito di 0,19 [da 0,17 a 0,21] metri.

Le concentrazioni atmosferiche di biossido di carbonio (CO2), metano e ossido di azoto sono aumentate a livelli senza precedenti negli ultimi 800.000 anni. Le concentrazioni di CO2 sono aumentate del 40% dai tempi preindustriali, in primo luogo a causa delle emissioni da combustibili fossili e secondariamente a causa dalle emissioni nette dovute al cambiamento di uso del suolo. Gli oceani hanno assorbito circa il 30% del biossido di carbonio antropogenico emesso, causando l’acidificazione degli oceani.
La forzante radiativa totale è positiva e ha portato ad un assorbimento dell’energia da parte del sistema climatico. Il contributo maggiore alla forzante radiativa è causato dall’aumento della concentrazione atmosferica della CO2 dal 1750.

L’influenza umana sul sistema climatico è chiara. Questo si evince dall’aumento della concentrazione di gas serra nell’atmosfera, dalla forzante radiativa positiva, dal riscaldamento osservato e dalla comprensione del sistema climatico.
I modelli climatici sono migliorati da AR4 (Quarto Rapporto di Valutazione). I modelli riproducono gli schemi e le tendenze delle temperature osservate sulla superficie su scala continentale nell’arco di molti decenni, compresi il riscaldamento più rapido dalla metà del ventesimo secolo ed il raffreddamento immediatamente seguente alle grandi eruzioni vulcaniche (sicurezza molto alta).

Gli studi sul campo e sui modelli del cambiamento della temperatura, le retroazioni climatiche e i cambiamenti nel bilancio dell’energia della Terra fornisco insieme la certezza sulla grandezza del riscaldamento globale in risposta alle forzanti passate e future.

L’influenza umana è stata rilevata nel riscaldamento dell’atmosfera e degli oceani, nei cambiamenti del ciclo complessivo dell’acqua, nelle riduzioni di neve e ghiaccio, nell’aumento medio del livello del mare e nei cambiamenti in alcuni estremi climatici. Queste prove dell’influenza umana sono aumentate rispetto ad AR4. E’ estremamente probabile che l’influenza umana sia stata la causa dominante del riscaldamento osservato dalla metà del ventesimo secolo.

Le continue emissioni di gas serra causeranno ulteriore riscaldamento e cambiamenti in tutte le componenti del sistema climatico. Limitare il cambiamento climatico richiederà riduzioni sostanziali e supportate delle emissioni di gas serra.

Il cambiamento della temperatura di superficie globale è probabile che superi gli 1,5°C, in relazione al periodo 1850-1900, per la fine del ventunesimo secolo in tutti gli scenari RCP (Repreresentative Concentration Pathways), eccetto che per lo scenario RCP2.6. E’ probabile che superi i 2°C per gli scenari RCP6.0 e RCP8.5 ed è più probabile che non probabile che superi i 2°C per lo scenario RCP4.5.

Il riscaldamento continuerà oltre il 2100 in tutti gli scenari, eccetto nello scenario RCP2.6. Il riscaldamento continuerà a mostrare variabilità e non sarà uniforme a livello regionale.

I cambiamenti nel ciclo complessivo dell’acqua in risposta al riscaldamento durante il ventunesimo secolo non saranno uniformi. Il contrasto nelle precipitazioni fra regioni umide e secche e fra le stagioni umide e secche aumenterà, anche se ci potrebbero essere eccezioni a livello regionale.

L’oceano globale continuerà a scaldarsi durante il ventunesimo secolo. Il calore penetrerà dalla superficie all’oceano profondo e condizionerà la circolazione oceanica.
E’ molto probabile che la copertura di ghiaccio marino dell’Artico continuerà a ridursi ed assottigliarsi e che la copertura nevosa primaverile dell’emisfero nord diminuirà durante il ventunesimo secolo, mentre la temperatura globale media di superficie aumenta. Il volume globale dei ghiacciai diminuirà ulteriormente.

Il livello globale medio del mare continuerà a salire durante il ventunesimo secolo, Secondo tutti gli scenari RCP il tasso di aumento del livello del mare molto probabilmente supererà quello osservato durante il periodo 1971-2010 a causa del riscaldamento in aumento dell’oceano e dell’aumentata perdita di massa dei ghiacciai e delle calotte glaciali.

Il cambiamento climatico colpirà i processi del ciclo del carbonio in un modo che inasprirà l’aumento della CO2 nell’atmosfera (sicurezza alta). Ulteriori aumenti di carbonio negli oceani aumenteranno l’acidificazione degli stessi.

Le emissioni cumulative di CO2 determinano ampiamente il riscaldamento medio globale della superficie per la fine del ventunesimo secolo ed oltre. Gran parte degli aspetti del cambiamento climatico persisteranno per molti secoli anche se le emissioni di CO2 venissero fermate. Ciò rappresenta un impegno per il cambiamento climatico plurisecolare creato dalle emissioni di CO2 passate, presenti e future.

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