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L’orto sinergico con Nicola

maggio 24, 2010

Il seminario (la parola è quanto mai adeguata) sulla realizzazione di un orto sinergico tenuto da Nicola Savio ha prodotto un bel gruppo di orticultori stremati, ma (spero) felici.

Nonostante l’impressionante quantità di informazioni di ogni genere che il Sig. Ortodicarta (che sarebbe sempre Nicola) ha riversato sui partecipanti, questi sembravano delle vere spugne, sempre pronti ad assorbire qualche nuova idea, qualche ulteriore suggerimento. Confidiamo che ora si disperdano qua e là producendo un’ulteriore diffusione di questo bellissimo modo di rapportarsi con la natura.

La verità, che mi sembra sempre più evidente, è che l’orto sinergico è una grande strumento per mettere in discussione il nostro modo di vedere e gestire il mondo che ci circonda. Quello che davvero conta in questo metodo è l’idea che si possa rinunciare a un controllo dittatoriale sulla natura ottenendo comunque ottimi risultati dal punto di vista della produzione.

Ancora non sappiamo se questo tipo di approccio sia pienamente riproducibile in un contesto di produzione agricola in grande scala, ma vale certamente la pena adottarlo quando l’orto è realizzato a livello familiare, per il piacere di mangiare meglio.

Non importa in realtà volere consapevolmente cogliere l’aspetto filosofico di questo tipo di agricoltura, o avere voglia di ragionarci sopra. È bello anche solo avvicinarsi e provare per il gusto di farlo.

In ogni caso ci preme ribadire che ogni tipo di orto va bene, è bello che ognuno scelga la propria strada nella massima libertà (anche se va ricordato che antiparassitari, concimi chimici, diserbanti, ecc. fanno indubitabilmente molto male all’ambiente e a chi li utilizza, quindi fatene a meno). Passeggiare per Monteveglio e vedere decine e decine di orti che stanno crescendo è davvero bellissimo. La maggior parte di questi orti sono qui da sempre, rappresentano una meravigliosa e saggia tradizione che ha trovato la forza di sopravvivere e dalla quale speriamo di veder rinascere un vero boom di agricoltura domestica (sinergica, tradizionale, biodinamica… come vi pare).

Un grande grazie a Nicola per averci portato il suo entusiasmo e, per gli altri che volessero imparare, credo che a breve lanceremo il nostro “Programma di Apprendimento a Richiesta su Tutto” (PARTy), nato dalle idee e dalle richieste di molte delle persone che abbiamo incontrato fin qui durante le attività di Transizione.

Restate in ascolto, e buon orto a tutti.
(Appena ho un attimo aggiungo qualche foto…)

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Manualetto sinergico

aprile 8, 2010

Chi si stesse lanciando nella magica avventura dell’agricoltura sinergica può trovare molte indicazioni di partenza in un documento nato dalla bella esperienza di orti sinergici condivisi degli amici di Budrio (ora zoccolo duro della Transizione in quell’area della provincia di Bologna).

Potete scaricare qui il file pdf che contiene una rapida guida che tocca molti dei punti essenziali del metodo sinergico allacciati al racconto della loro bella esperienza di gestione e condivisione di un terreno comunale.

Sinceramente è bellissimo vedere quanti esperimenti stiano nascendo, è così che si gettano le basi di un grande cambiamento culturale. Evviva!

Una ragione in più per avere un orto? La felicità.

marzo 12, 2010

Scarica il volantino in pdf

Proviamo a suggerire una motivazione in più a chi ancora, pur avendo lo spazio a disposizione, non ha un orto.

Supponiamo che tutti sappiano che un orto può contribuire a un netto miglioramento della nostra alimentazione. Le verdure coltivate in modo naturale (senza alcun uso di sostanze di sintesi), colte e consumate fresche garantiscono un apporto di fibre, micronutrienti e vitamine che davvero non ha prezzo. Gli effetti sulla nostra salute sono impagabili. È quasi impossibile trovare sul mercato alimenti simili (salvo fornirsi da agricoltori biologici locali con rifornimenti frequentissimi di verdura fresca).

Avere un orto produce anche un piccolo passo verso un sistema alimentare più sostenibile, aumenta la resilienza personale e della comuntià, ma soprattutto, rende felici.

(more…)

È tempo di orto sinergico (ma anche no eh)!

marzo 9, 2010

Sì ok, fuori imperversa la bufera di neve, quindi magari non sembra che sia già ora di pensare all’orto, invece è ora…

Per prepararci al primo incontro su questo argomento sempre più sentito, particato, diffuso, promosso ecc. vi consiglio di guardarvi questa bella intervista con Antonio De Falco che è uno dei maggiori esperti in Italia di agricoltura sinergica (e che ha contribuito ad appesantire in modo consistente la pila di libri sul mio comodino).

In ogni caso l’importante è fare un orto, anche se non è sinergico o biologico, già fare l’orto è una cosa estremamente importante e a Monteveglio, per fortuna, ce ne sono tantissimi.

Certo che il fatto di fare meno fatica, di non zappare e la certezza di coltivare alimenti che ci fanno davvero bene perché completamente privi di sostanze chimiche dannose, può essere un incentivo in più anche per chi non coglie la straordinaria poesia insita nell’agricoltura sinergica.

Vedremo come andrà quest’anno.

L’orto sinergico: istruzioni per l’uso

marzo 22, 2009

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L’incontro con Marilia ha riscosso molto interesse e smosso tante energie, a brevissimo vi informeremo di come si sta organizzando il “Gruppo Orti” e delle idee che stanno nascendo. Per il momento alcune annotazioni utili.

Per capire la filosofia alla base dell’orto sinergico si può leggere:

Masanuobu Fukuoka
La rivoluzione del filo di paglia
Libreria Editrice Fiorentina

Il libro sarà presto disponibile presso la Biblioteca Comunale di Monteveglio, è reperibile su internet o ordinabile presso le librerie. Attenzione non è un manuale, racconta l’esperienza di un “rivoluzionario” agricoltore giapponese che ha ispirato Emilia Hazelip nella creazione del suo metodo.

La scuola
Per informazioni sull’agricoltura sinergica potete visitare il sito della Libera Scuola di Agricoltura Sinergica “Emilia Hazelip”. Sul sito trovate anche una serie di articoli molto utili scaricabili in formato pdf.

Gli appunti
Il nostro amico Nicola, autore del blog “L’Orto di Carta“, sta traducendo alcuni appunti originali di Emilia Hazelip. È materiale non organizzato, sono veramente appunti, ma nonostante questo forniscono moltissime indicazioni pratiche per chi voglia preparare il proprio orto, in alcuni casi contengono anche disegni utili a organizzare i bancali e a programmare la rotazione delle piante. Li trovate qui.

Il video
Per tutti quelli che non hanno potuto essere con noi ecco un estratto video dell’incontro con Marilia.

È tempo di fare l’orto

marzo 16, 2009

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Scarica il volantino in formato PDF

 

Il tempo migliora e la voglia di stare all’aria aperta aumenta è decisamente un bel momento per fare l’orto. Le ragioni per dedicarsi a questa antichissima attività sono moltissime.

Se sei un tipo alla moda
A chi si occupa di cose “glamour” posso dire che l’autoproduzione di cibo biologico è davvero molto cool, una delle attività più in negli ultratecnologici loft di New York e il nuovo fiore all’occhiello della Casa Bianca.

Se vuoi vivere sano
A chi è venuto all’incontro con Giorgio Celli direi che dopo aver sentito quante sostanze nocive sono presenti nei cibi industriali che consumiamo e quante malattie ci vengono proprio da queste sostanze è decisamente tempo di cominciare a consumare cibi freschi e sani.

Se hai l’animo del poeta
Per gli inclini alla poesia e alla meditazione raccomando l’orto come forma di riavvicinamento alle meraviglie della natura. Occuparsi di un orto favorisce rilassamento e concentrazione sulle cose più vere. È rilassante e divertente, io e i mei figli (3 e 5 anni) ci stiamo divertendo molto a scoprire ogni mattina cosa è successo nel semenzaio, quali semi sono germogliati, quali no, che tipo di foglie hanno prodotto, ecc…

Se l’orto ce l’hai da sempre
Se hai già un orto questa potrebbe essere un’occasione per scoprire una tecnica di coltivazione un po’ diversa, meno faticosa e molto rispettosa dell’ambiente. Ma non è obbligatorio è solo un’opportunità. Il tuo contributo potrebbe però essere preziosissimo per chi vuole cominciare ora, quindi conoscersi sarebbe davvero bello.

Se non hai la minima intenzione di fare un orto
Forse di avere un orto non ne vuoi proprio sapere, ma ti piacerebbe comunque avere verdura biologica fresca gustosissima e sana. Quindi forse questa è un’occasione anche per te, qualcuno potrebbe coltivarla per te e tu fare qualcosa in cambio per lui.

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MA PERCHÈ UN ORTO SINERGICO?

Perché questa tecnica di coltivazione si sposa perfettamente con l’idea di una produzione alimentare sostenibile che favorisce la biodiversità invece di combatterla e annientarla.

Con Giorgio Celli abbiamo visto quanti incommensurabili danni abbia prodotto fino ad oggi l’agricoltura industriale, dobbiamo quindi cominciare un processo di evoluzione del nostro modo di produrre cibo e gli orti sinergici sono un buon punto di partenza.

Marilia Zappalà è una delle massime autorità italiane in materia, è una delle fondatrici dell’Associazione Basilico e della Scuola di Agricoltura Sinergica “Emilia Hazelip”. Con lei esploreremo le basi di questa metodoligia di coltivazione e tutti i suoi vantaggi.

Questo tipo di coltivazione sfrutta la sinergia tra gli esseri viventi (piante, insetti, batteri, fughi, ecc.) ricostruendo una situazione simile a quella che la natura crea quando è lasciata libera di agire indisturbata. Il terreno non viene continuamente zappato e viene mantenuto coperto. Questo significa meno lavoro e meno irrigazione. Curare l’orto diventa così possibile anche per chi non ha tanto tempo a disposizione.

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Risparmiare e aumentare la nostra sicurezza
L’orto può consentire buoni risparmi se si ha un po’ di tempo per curarlo. Oltre a questo, riduce la dipendenza della comunità da cibo proveniente da lontano. In questo periodo di crisi e di instabilità non ci sono grandi certezze rispetto alle lunghe catene di approvvigionamento alimentare che stiamo utilizzando.

È per questo che ogni Città in Transizione, sviluppa un proprio percorso per aumentare la propria capacità di produzione alimentare cominciando spesso proprio dagli orti per poi passare a una più completa interazione con gli agricoltori e i distributori locali.